17/10/2003 -
Nomi come eDonkey e BitTorrent sono le punte di diamante di una nuova generazione di strumenti specifici per lo scambio di contenuti online, progettati all'insegna della velocità ed efficienza anche per file di grandi dimensioni, come i film. Alcuni di questi strumenti sono stati in sviluppo per diversi anni ma solo in quest'ultimo periodo hanno raggiunto una diffusione di massa tale da lasciare il segno nello scenario del mondo P2P.
"Vediamo molte persone che scaricano senza tregua", ha dichiarato Mark Ishikawa, CEO di BayTSP, società che monitora le reti di scambio file su incarico delle major hollywoodiane ed etichette discografiche. "eDonkey sta sorpassando Gnutella e presto sorpasserà anche FastTrack" (FastTrack è la tecnologia usata dai programmi/ reti Kazaa e Grokster).
In Germania, Regno Unito e Israele, eDonkey è la stella nascente. Questo nuovo software pesa con il 52% su tutti i traffici P2P upstream in Germania, contro il 44% delle applicazioni FastTrack, il 3,6% di WinMX e lo 0,4% di Gnutella. In Israele, il mercato si divide tra il 52% di eDonkey e il 47% di FastTrack.
Gli utenti del Regno Unito apprezzano FastTrack (59% del traffico upstream) ma sia WinMX sia eDonkey giocano un ruolo di rilievo, ciascuno con il 20% di attività.
"Il 'mercato' del file sharing è vecchio solo di qualche anno ma sta cambiando rapidamente e ora possiamo tracciare delle linee di diversità per nazione", ha dichiarato Chris Colman, direttore generale di Sandvine per l'Europa, Medio Oriente e Africa.
"All'inizio c'era solo Napster. Ora lo scenario è molto più frammentato con mix variabili di diverse applicazioni P2P", Colman ha aggiunto.
Sandvine ha rilevato inoltre che all'ascesa di eDonkey si affianca il tracollo di Gnutella. "Se un'applicazione un tempo così popolare come Gnutella può emergere e sparire nel giro di tre anni, anche FastTrack un giorno potrebbe ritrovarsi nel cestino", Colman ha aggiunto.
Strumenti per lo scambio file come Kazaa e Streamcast Networks Morpheus sono tuttora popolari - qualche giorno fa, Kazaa ha addirittura sorpassato il software ICQ tra i programmi più richiesti sul sito di CNET Networks Download.com, con oltre 229 milioni di richieste.
eDonkey è per gran parte frutto degli sforzi di programmazione di McCaleb. Il suo intento iniziale era di rendere la ricerca e la distribuzione dei file più efficiente, ispirandosi a quanto il famigerato Napster e successori riuscivano a fare.
L'eDonkey finale è molto diverso dai primi software di scambio file. Per prima cosa la ricerca è decentralizzata. Quando un file è condiviso in rete, il programma assegna un identificatore ("hash"), ovvero un indirizzo basato su alcuen caratteristiche del file stesso. Ogni computer connesso alla rete di scambio ha un certo numero di indirizzi assegnati e quindi può fungere da indice.
Ciò permette di compiere ricerche con più efficienza di quanto accadeva con i primi sistemi decentralizzati. Con Gnutella, per esempio, una ricerca con parole chiave "Madonna" si propaga in rete interrogando tutti i nodi che incontra.
Con eDonkey, la ricerca "Madonna" viene diretta al computer temporaneamente responsabile di tener traccia di quel file, quindi la risposta si ottiene in tempi molto più brevi.
Il sistema inoltre può dividere i file in piccoli pezzi che possono essere distribuiti con più facilità. Quando qualcuno inizia a scaricare questi pezzi, il computer funge da distributore. Ciò significa che i file più grossi, ad esempio i film, non devono essere scaricati per intero prima di essere disponibili ad altri e l'efficienza migliora sensibilmente.
McCaleb ha visto il suo software diffondersi e svilupparsi per diversi anni anni ma mai come ora ha raggiunto una considerevole notorietà, soprattutto in Europa. Il software è stato scaricato quasi 50 milioni di volte, ci ha detto McCaleb, con una diffusione nettamente superiore, visto che gli aggiornamenti sono piuttosto frequenti.
Un altro strumento per lo scambio file sempre più diffuso è BitTorrent, scritto da Bram Cohen, sempre all'insegna della massima efficienza. Diversamente da Napster, Kazaa o eDonkey, il software è studiato per la distribuzione piuttosto che per la ricerca.
BitTorrent funziona in background con un Web browser. Chi vuole distribuire un file deve creare un particolare sito web, chiamato "tracker". Un tracker è in pratica un server di basso livello che tiene traccia delle richieste per un determinato file e dirige quest'ultime verso gli utenti che lo rendono disponibile. Questi utenti hanno inviato un collegamento al tracker che in cambio inizia a gestire il download.
Come eDonkey, BitTorrent divide i file in piccoli pezzi. Quando qualcuno inizia un download, il suo computer funge da server per altri che vogliono scaricare il medesimo file. La tecnologia bilancia automaticamente le velocità di upload e download, assicurando che chi scarica riapaghi comunque anche altri utenti.
La vera novità della tecnologia BitTorrent è che, diversamente da altre reti di scambio file, con l'aumentare del numero di persone che richiedono un certo file aumenta anche la velocità di scaricamento: non ci sono congestioni di traffico e i singoli pezzi di file circolano con maggiore rapidità.
La tecnologia BitTorrent non è nata per assistere la pirateria online. Anzi, alcuni sostenitori dell'open-source l'hanno utilizzata per distribuire le nuove versioni di Red Hat Linux, senza vedere congestionati i propri server tradizionali.
"Certamente è una meraviglia tecnologica", ha affermato Wayne Chang, studentessa e amministratore di sistema di PickATime.com who. "Con il crescere del numero di utenti crescono anche le prestazioni".
Le persone comunque hanno subito intuito l'alto potenziale per la distribuzione online di materiale non autorizzato, tipicamente film e canzoni. Molti siti, divenuti in fretta popolari, offrono collegamenti a file di film recenti, programmi televisivi, giochi, musica e quant'altro, sfruttabili con la tecnologia BitTorrent.
Neanche a dirlo, i funzionari delle case cinematografiche sono ben consci delle potenzialità di questi nuovi strumenti e monitorano costantemente il loro impiego.
"Direi che costituiscono una seria minaccia", ha dichiarato Tom Temple, direttore del monitoraggio Internet per la Motion Picture Association of America (MPAA). Comunque, come i software precedenti, anche queste nuove tecnologie espongono gli indirizzi degli utenti che scaricano file, e quindi permettono agli agenti anti-pirateria di rintracciarli e monitorarli. "Per fortuna ci permettono ancora di identificare gli indirizzi IP delle persone".