02/12/2007 -
LONDRA (3 dicembre) - Un uomo che donò il suo seme a una coppia di lesbiche che volevano avere un bambino è stato obbligato a pagare gli alimenti per il sostentamento dei due figli nati dall'inseminazione, nonostante l'accordo con la coppia dicesse che egli non avrebbe avuto alcuna responsabilità in questo senso. Andy Bathie, 37 anni, pompiere di Enfield (Londra), ha ricevuto l'ordine di pagare dalla "Child support agency" governativa. E ora dice che le migliaia di sterline che dovrà pagare a Sharon e Terri Anderson impediranno a lui e a sua moglie di avere un figlio.
Bathie intende portare in tribunale la decisione della Csa, per cambiare il suo status di genitore legale dei due bambini. «Io non dovevo diventare il padre, la coppia aveva tutte le responsabilità e il solo motivo per cui questi bambini sono nati è che loro volevano dei figli. E per questo dovrebbero assumersene la responsabilità», ha dichiarato. L'uomo fu avvicinato dalla coppia dopo il matrimonio civile delle due donne. Diede il suo assenso alla donazione senza sospettare che ci sarebbero state complicazioni legali che invece sono arrivate, anche perché le due donne si sono separate. A novembre scorso l'agenzia per la tutela dell'infanzia gli ha scritto per chiedergli il sostegno ai bambini.

Un portavoce della autorità per la fertilizzazione (Hfa) ha spiegato come sia potuto succedere: «La legge dice che chi dona lo sperma attraverso una clinica per la fertilità riconosciuta non è il padre legale dei figli che nascono in seguito all'inseminazione. Ma chi dà il suo seme in altro modo, come attraverso accordi stretti su internet, è legalmente il padre del bambino, con tutte le responsabilità che questo porta». La Csa conferma: «A meno che il bambino sia legalmente adottato, i genitori biologici sono finanziariamente responsabili per il loro bambino. Solo i donatori anonimi in banche del seme autorizzati sono esenti da questa responsabilità».