18/04/2008 -
Lo stupore attorno ai dati finanziari Google era diventata quasi una nota di colore che, di trimestre in trimestre, aveva accompagnato le azioni del gruppo di Mountain View dagli 80 euro delle origini agli oltre 700 euro di fine 2007. Con il finire di quella che Bill Gates aveva definito la «luna di miele» del motore di ricerca, però, sono arrivati i problemi: risultati che non stupiscono più, un diverso contesto internazionali, le azioni che piombano a quota 450 euro. Sembra la fine della magia.
E non finisce qui. Microsoft che punta dritta a Yahoo, in aggiunta a previsioni negative per il futuro, proiettano nuove incertezze sul titolo che anche nella giornata di ieri aveva chiuso con un pessimistico -1.21%. Poi, però, Eric Schmidt ha la possibilità di presentarsi al cospetto degli azionisti e invertire improvvisamente la tendenza che aveva rovinato questo inizio 2008. Schmidt sciorina numeri e il titolo inizia a salire. Alla fine l'after-hour chiuderà ad oltre 17 punti percentuali in attivo con le azioni a 525 dollari circa. La settimana si chiuderà dunque presumibilmente su questi ritmi, con una clamorosa smentita delle stime degli analisti e con rinnovata fiducia per i prossimi mesi. Nessun timore nemmeno per il futuro nonostante i venti di recessione che spirano su Wall Street: «siamo ben posizionati nel caso le condizioni economiche dovessero mutare. Continuiamo ad andare bene perchè [...] un advertising ben targettizzato funziona bene in molti scenari».