02/11/2008 -
MILANO - Posta elettronica, giornali internazionali, web 2.0 (Facebook, Flickr etc): immaginate di poter accedere a tutti i vostri servizi preferiti con un solo account. La stessa identità (o molte se vi piace) e una, una sola password. Niente male avere la gestione completa del proprio alter-ego digitale. Un passaporto che certifichi, sempre e con il massimo della sicurezza, la nostra identità, magari anche sull'homebanking e Paypal. Un salto di qualità pressoché alle porte e che fa gola a molti. Su internet siamo tutti cittadini del web, chiunque può farsi una login e password per le migliaia di servizi esistenti senza distinzione di provenienza, religione o genere. Un bacino d´utenza sconfinato dunque, sul quale si giocano gli equilibri di domani.

OPENID - L'openID agisce come identificatore univoco di un utente in Rete. In questo modo possiamo accedere a più siti che supportino il protocollo, senza avere username e password diverse per ogni servizio che si visita e che si vuole utilizzare. Per funzionare l'OpenID ha bisogno di tre elementi: un provider ossia un erogatore, un garante delle identità; un relying party, il sito a cui vogliamo accedere, e ovviamente un utente che accetti di usare tale tecnologia.