Ok, chiave elettronica inserita, si abbassa la frizione e si preme il pulsante. Il computer di bordo esegue un check su tutta l'elettronica della vettura in pochi secondi, mentre accende il vigoroso diesel 4L turbocompresso da ben 163 cavalli. Vien subito voglia di correre, ma cominciano i primi problemi. Per chi non è abituato, il cambio all'inizio è scomodo da usare, se pur di impostazione molto sportiva, la retromarcia si inserisce semplicemente premendo con forza verso sinistra, ed è proprio affianco alla 1° marcia: può capitare di innestare la 3° per sbaglio. Per il resto, il cambio a leva corta è preciso negli innesti, pur se leggermente rumoroso, ma quando si corre non ci si fa nemmeno caso. Il pedale dell'accelleratore è di vecchio stampo, lungo e fisso al suolo, molto sportivo, ma pur sempre una novità a cui abituarsi, per chi ha guidato sempre italiano. La radio è invece abbastanza complicata da usare all'inizio, va letto bene il manuale apposito.
Superati questi piccoli scogli, ci si mette in moto. Ed è qui che si comincia ad apprezzare seriamente la 320d. Se si abbassa completamente l'accelleratore, si può stare sicuri che fino ai 4500 giri, dopo i quali si va in zona rossa, della 6° marcia, la coppia non mancherà, la spinta sarà sempre corposa, però, causa il tipico comportamento da motore turbo, un minimo di "lag" vi è sempre.

Se invece si preferisce, o si è obbligati dai limiti, a tenersi su un'andatura tranquilla, è come invitarla a nozze. Con un filo di gas in 6°, in autostrada si fanno i 120-130 e la comodissima lancetta che riporta il consumo istantaneo, posta sotto il tachimetro, indica un consumo l/100km quasi nullo. Senza dover scalare, basta affondare il piede e subito ci si ritrova lanciati in una corsa che sembra non avere fine, visto il lento salire di giri del diesel dai 1500 in cui si trovava, fino a vedere la lancetta indicare 230 km/h. Spaventosa è la coppia, di 340 n/m, che permette alla vettura di trainare sino a 1600 kg. Nulla a che vedere con i mostruosi 580 n/m della 335d, ma comunque apprezzabili, specie nei percorsi montani in salita.