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ImmagineC'è allarmismo sull'elettrosmog? Chi vede nel WiFi o nel WiMax un nuovo rischio ambientale? Quali gli interessi che smuovono montagne e impiantano antenne? La Salute nell'era del Wireless

Allarmismi e ignoranza?

Roma - Nei giorni passati la stampa mainstream - ma non i blog - ha dato risalto alla notizia che alcuni inglesi - e la stessa cantilena si era già levata anche in USA - sono preoccupati per i danni alla salute che le reti WiFi potrebbero causare nelle scuole; articoli che ancora una volta sembrano urlare: "dio mio i bambini, salvate i bambini!". E allora io mi sono attivato spolverando alcuni conti che avevo fatto l'anno scorso; ma non per salvare i bambini, piuttosto per salvare noi e quindi il mondo che circonda i bambini: i bambini sono sempre strumenti perfetti per manipolare l'opinione pubblica e chi ne fa questo uso, come l'Indipendent che ha lanciato l'allarme WiFi, dovrebbe essere punito alla stregua di un pedofilo, perché anche se non esercita una violenza sui bambini, alterando la percezione di noi adulti, violenta il mondo che gli costruiamo intorno mentre loro diventano grandi.

Le onde elettromagnetiche fanno male: è vero. Intuitivamente lo sappiamo tutti, ce ne rendiamo conto ogni volta che un pollo dentro al microonde da crudo diventa cotto. Quello che però non sappiamo né noi né gli scienziati, è quanto effettivamente le onde elettromagnetiche facciano male. O meglio, conosciamo i rischi deterministici a breve termine - es: cataratte oculari, ustioni della pelle, riduzione dei globuli bianchi, sterilità - ma non sappiamo determinare accuratamente una soglia garante del fatto che tra 30 anni non incorreremo in rischi stocastici - es: disturbi neuroendocrini, comportamentali, cancerogenesi - causati dall'esposizione prolungata a campi elettromagnetici di piccole entità che non danno risultati negativi immediati e quindi oggi considerati innocui.

E in questa situazione indeterminata dove l'elettromagnetismo è fondamentale per la società e quindi ineliminabile, dovendo comunque decidere tra l'innocuo e il letale il legislatore si è ispirato ad un Principio di Precauzione generale che grossomodo suona così: meno energia elettromagnetica assorbiamo, meno avremo effetti biologici (variazioni morfologiche o funzionali a livello supermolecolare), meno effetti sanitari (malattia) dovremo quindi subire. Semplice, intuitivo, salomonico. E all'interno di questa ottica ha definito più di una soglia: massimi consentiti, valori di cautela, obiettivi di qualità, e tanti altri cavilli dettati dalla necessità oggettiva di limitare le emissioni elettromagnetiche pur non conoscendone la giusta misura.

L'unità di misura utilizzata nella normativa è il volt per metro. Cosa sono questi volt per metro? Semplificando: è uno dei modi possibili per misurare la quantità di energia - quantità di campo elettrico - presente su una superficie posta ad una certa distanza da una antenna; questa quantità di energia è direttamente proporzionale alla potenza (W) di un'onda; quindi a potenze via via più elevate, e ovviamente a parità di condizioni a contorno (distanza tra antenna e strumento di misura, natura dei materiali incontrati dall'onda, etc), rileveremo V/m sempre più elevati.

In realtà questa misura della nocività del solo campo elettrico è estremamente grossolana perché, ad esempio, non tiene conto che con l'aumentare della frequenza (Hz) anche il campo magnetico produce correnti indotte più intense, che la capacità di assorbimento dei tessuti grossomodo aumenta, che nel meccanismo di conduzione delle correnti non viene coinvolto solo il tessuto extracellulare ma l'intera cellula, o ancora che ogni parte del corpo umano ha un SAR - tasso di assorbimento specifico, espresso in W/Kg - che rende gli organi più o meno riscaldabili in funzione della frequenza: ad esempio il cranio presenta una frequenza di risonanza di 350MHz, il collo di 200Mhz, ma se volessimo cuocere un uomo intero come fosse una fiorentina - scottata fuori, rigorosamente al sangue dentro - a parità di potenza forse avremmo risultati migliori a 70Mhz. Perché in Parlamento non usano una unità di misura più cogente mi è tutt'ora incomprensibile: gli piacciamo scottati fuori e al sangue dentro? Oppure non c'è reale volontà di normare l'impatto ambientale degli operatori commerciali dei settori radiotelevisivo e tlc?

Indice
1. Allarmismi e ignoranza?
2. GSM e WiFi: quantità
3. GSM e WiFi: architettur
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